Non corrisponde piu' a realtà' medica che una donna debba essere condannata alla incontinenza urinaria con l' eta' ed alla conseguente adozione a vita di presidi per l' incontinenza . Eppure e' quanto ci suggeriscono in maniera significativa pubblicita' ,video e contenuti vari ; questi contributi comunicano la ineluttabile , quasi normalizzata, accettazione del disturbo urinario, nell' uomo come nella donna e l' invito ad indossare nella maniera piu' elegante ed invisibile tutori della continenza e della dignità ritrovata. Tutto questo proprio mentre l' allungamento della vita media aumenta la richiesta di qualita' di vita .Ma non e' adottando un presidio a vita che restituiamo qualita' e libertà d' azione alla giornata dei nostri pazienti . E' importante diffondere la conoscenza della moderne tecniche ambulatoriali di rigenerazione tessutale, ristrutturazione e recupero delle strutture muscolari e legamentose deputate alla continenza.
1 Febbraio 2026






